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martedì 18 febbraio 2014

Filatelia al femminile





Forse,  per qualche appassionato di filatelia d’ altri tempi, il dilemma avrebbe potuto essere questo: “Correr dietro alle gonnelle o alle gommelle”? Ovvero, lanciarsi in corteggiamenti e conquiste di qualsiasi figura femminile che susciti una certa attrazione, o correr dietro alle “gommelle”  cioè impegnare attenzione, ricerca, passione per il mondo della filatelia e  per i segreti che il retro del francobollo, la sua gomma appunto, a volte può svelare?
Intesa così, la scelta per una sola delle due opportunità potrebbe essere obbligata: l’ una escludendo l’ altra per questioni di tempo, di energie o di denaro disponibile (che si sa, in tutti e due i casi, può influire sulle possibilità di successo).
Per qualcuno il dilemma resta, per qualche altro non è mai comparso.
Per scelta, modelli culturali  o necessità, forse "in altre faccende, affaccendate", poche sono le donne che, a vario titolo, si occupano di filatelia.

Io però, da filatelica appassionata (anche poco “canonica” e  un po’ improvvisata), proporrei una soluzione conciliatoria, cancellerei la feroce dicotomia e seguirei una terza via interessante: correr dietro alle “gommelle” …delle gonnelle.
E’ un discorso prettamente filatelico, sia chiaro: si tratta di cercare, di indagare e di scoprire, se possibile, cosa c’è dietro l’ emissione di francobolli con figure femminili. Quali sono gli elementi storici, culturali o celebrativi, i motivi profondi o le semplici curiosità che accompagnano alcune emissioni “in rosa”.  
Un percorso di filatelia al femminile, dunque,  in cui dovrebbe essere possibile ritrovare o approfondire la conoscenza di biografie e di pensieri che, so già, di grande valore.
In Italia poi, c’è da risalire verso un’ equità mai raggiunta,  se si pensa che il primo francobollo contenente una figura femminile (anche intendendo il termine in senso ampio e comprendendo quindi anche figure allegoriche o legate al culto, a miti o leggende), venne emesso solo nel 1920.  Nessuna speranza diedero in questo senso i primi francobolli che, nel 1850, il Regno Lombardo-Veneto emise nel nostro territorio: cinque valori diversi,  tutti rappresentanti un’ aquila bicipite.
Chi riesce a vedere in questo simbolo un rimando, anche vago, al femminile, proprio non vuol bene alle donne!  :-)   Si, lo so: aquila è sostantivo singolare femminile (dice il vocabolario), ma è pura coincidenza, ibrida necessità. Son convinta che i futuri italiani di allora, se avessero potuto, avrebbero scelto un “aquilo” (ma, com’ è noto, non esiste). Né  fu possibile per essi  riportare la figura di un semplice aquilotto ( perfetto sostantivo maschile) che non è, con le sue morbide piume,  sufficiente simbolo di forza e regalità. La comunicazione per immagini e la sua efficacia, avevano salde regole anche nel lontano 1850, dunque… Aquila Bicipite.

Sarebbero dovuti passare ancora 70 anni, prima che in Italia venisse pensato un riferimento iconografico nei francobolli, legato a figure femminili, a cui si potesse riconoscere un qualsiasi valore culturale, immaginario o anche solo strumentale: postale o economico.
In compenso, ci ha pensato l’Inghilterra a fare le cose per bene!  1840: viene emesso il  primo francobollo del mondo o  Penny Black  e riporta il profilo della Regina Vittoria.


Immagine tratta da Wikipedia

Numerose emissioni in tutto il mondo hanno ricordato questo primo francobollo,  simbolo filatelico per eccellenza.

DDR  08.05.1990 -  20 pf. - commemorativo


Il gap filatelico italo-inglese (si fa per dire) viene ridotto con una nuova emissione di Poste italiane: in omaggio a questo francobollo,  il 24 ottobre 2015 è stato emesso il seguente valore all' interno di una serie di tre dedicati alla Giornata della filatelia: 175° anniversario dell' emissione del "Penny black",  filatelia nelle carceri,  filatelia e scuola (€0,95 cad.).


Giornata della filatelia - 24..10,2015 -  175° anniversario dell’emissione del “Penny Black”




Annullo figurato



Ecco dunque, comincio da qui, da questa immagine anche simbolo della filatelia in generale, per postare e commentare francobolli contenenti figure femminili, italiani e non solo, che nel tempo ho potuto trovare e collezionare. Una raccolta spesso di poco valore dal punto di vista economico, in cui non son presenti pezzi rari o particolarmente ambiti, ma che fa riferimento ad una filatelia tematica che io reputo estremamente interessante. Spero lo possa essere anche per voi.
L' intento di questo percorso, in ultima analisi, è di passare da una originale quanto rigida monocromia, alla pluralità di colori e significati che la filatelia "al femmnile" ci offre.

Acquachiara

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